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Quadro sintetico
p9080143L'ipotesi piú recente è che il nome derivi da “(pascua) ob hinnulos”, pascoli per muleni. (W.CIANCIUSI). Ovindoli ha avuto sicuramente, fin dai tempi antichi, una preminente funzione difensiva e di guardia, data la sua privilegiata posizione geografica. L'antico castello marso, dunque — insieme con quello vicino di Rovere — conservó sempre, nel corso dei secoli, questo suo ruolo di grande rilevanza strategica, anche quando la sviluppata economia pastorale lo trasformó in luogo di transito o di sosta della transumanza.
 
In occasione della lotta fra Tommaso, conte del Molise, e l'imperatore Federico II, il primo si accampó in Ovindoli e mise in fuga gli imperiali da Celano.
L'esito della guerra, tuttavia, gli fu sfavorevole, tanto che Federico II poté conquistare Celano e distruggerla; e, probabilmente, la stessa sorte toccó a Ovindoli. Anche in occasione della battaglia di Tagliacozzo, Ovindoli rappresentó un punto di riferimento essenziale per i combattenti, se è vero quanto lo stesso re Carlo d'Angió scrisse in una sua lettera al papa, di aver attraversato cioè i piani d'Ovindoli, per scendere verso Albe e tagliare la strada alle truppe di Corradino.
 
Nel 1424, nel pieno della guerra di Braccio da Montone contro la cittá dell'Aquila, Ovindoli vide il passaggio delle truppe di Giacomo Caldora; cosí come, nel 1647-48, fu ancora Ovindoli luogo obbligato di transito per i soldati di Giulio Pezzola, diretti a combattere l'insurrezione di Celano e dell'intera Marsica.
Infine, sempre a Ovindoli, il 6 febbraio 1861 si ricongiunsero le bande borboniche del De Christen e del Luvará, sconfitte dai Piemontesi nello scontro di Magliano: e proprio a Ovindoli esse decisero di sciogliersi per porre termine alla loro inutile avventura. Nel XX secolo, lo spopolamento montano, l'emigrazione, la mancanza di alternative alla pastorizia, sono state le ragioni preminenti della lenta e inesorabile decadenza del paese, che si è potuto risollevare solo grazie a una intelligente politica turistica. 
 
 
CENNI ARTISTICI
 

Scomparsi i resti dell'antico castello, degne di attenzione sono alcune abitazioni (come una casa cinquecentesca in piazza S.Rocco) e la chiesa matrice di S.Sebastiano Martire. Nella frazione di S.Jona: un torrione rotondo assai ben lavorato. In S.Potito: avanzi di costruzioni romane (tra cui una villa, che si attribuisce all'imperatore Lucio Vero), i resti di un castello, alcune abitazioni (una persino tardo-medievale).
 
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