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POETI MARSICANI
Testi a cura di Vittoriano Esposito  maggiori info autore
Premessa
 
Una confessione, innanzitutto: dopo anni e anni di " studio matto e disperatissirno ", per dirla col Recanatese, giunti sulle soglie della maturità fisica e intellettuale, ci si accorse paradossalmente di aver compiuto una sorta di giro del mondo sulle vie sempre piu difficili del sapere, ma di aver dimenticato totalmente la nostra generosa terra d'origine. 
Ci mettemmo a indagare non senza amarezza le ragioni della nostra ignoranza e ci consola la constatazione di non essere in colpa: la scuola e la cultura ufficiale, che pure un tempo ci avevano imbottito il cervello con una miriade di nomi e di opere insignificanti, nulla o quasi ci avevano insegnato sulla letteratura abruzzese, a prescindere dalle impietose bugie e mezze verità sul 
" mito " D'Annunzio. 
Restringendo poi lo sguardo entro il più breve perimetro della Marsica, ci sentimmo crescere a dismisura un senso di vuoto e insieme di stupore: o non c'erano glorie da vantare oppure, se c'erano, ci venivano seriamente contestate (per es., Tommaso sarebbe da Cellino anziché da Celano, Marcantonio Epicuro sarebbe stato detto " marso " per errore, addirittura Benedetto Croce spetterebbe a Napoli più che alla nativa Pescasseroli).
  
Superato un primo momento di disagio morale, convinti che l'Abruzzo non poteva aver dato alla patria solo il nome d'Italia con l'antica Corfinio e che la Marsica in particolare dovesse possedere in segreto i suoi pur piccoli tesori d'arte e di pensiero, ci accingemmo ad una assidua quanto oscura opera di ricerche e consultazioni e, nel giro di poco tempo, ci ritrovammo tra le mani numerose schede d'appunti interessantissimi, che ci fecero accarezzare la vaga idea di stendere un profilo storico della cultura abruzzese, comprendente i piu svariati 
settori: dalla letteratura alle arti figurative e alle scienze economiche, giuridiche, politiche, filosofiche. 
Ne sarebbe derivata una straordinaria « galleria » di ritratti individuali, collegabili tra di loro sul filo di uno spirito regionalistico fatto soprattutto, stando ad una tradizione mai smentita, di forza d’ingegno e gentilezza d’animo. 
Senonchè le risorse di cui disponevamo, con particolare riguardo alle scarse possibilità di frequentare archivi e biblioteche, ci apparvero ben presto insufficienti per condurre a termine rapidamente un’impresa così ardua; ragion per cui ripiegammo verso la esplorazione del solo settore letterario, dove, oltre tutto, sapevamo di poterci muovere piu agevolmente. 
Nacque cosi il disegno, piu limitato e non per questo meno ardimentoso, di una storia e antologia di « Poeti e prosatori abruzzesi », di cui il presente lavoro sui poeti marsicani vuol essere una parziale anticipazione tendente a recuperare un prestigio artistico, di cui comunemente s’ignora la portata non solo dalla nostra gente, che e presa da problemi in apparenza piu urgenti, ma anche da ben noti « operatori letterari » (l’espressione e di Ottaviano Giannangeli) della nostra sponda adriatica che nei loro saggi critici e volumi antologici, per molti aspetti pregevolissimi, hanno finora sistematicamente trascurato la Marsica. 
  
Siamo certi che molti nomi di quelli che presentiamo, costituiranno delle vere « scoperte » per i nostri lettori; ai quali vorremmo raccomandare di leggere con senso storico ed estetico i testi prescelti, come da noi s’e fatto, senza pregiudizi di sorta. 
Non si pretenda di trovare qui un Alighieri o un Leopardi o altri « grandi » in assoluto: sono tutti dei « minori», come si usa dire, ma non hanno disonorato la loro terra, la quale, fosse anche solo per questo, ha il dovere e il diritto di ricordarli.

   
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