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Il Papa montanaro
Testi a cura del Prof. Angelo Melchiorre  maggiori info autore
 
  
 
 
 
Martedi 17 febbraio Karol Woityla, in gran segreto, ha sciato sui monti della Magnola di Ovindoli preferendo le piste della " Capanna Brin " 

E tre: Gran Sasso 1984, Maiella 1985, Ovindoli 1987. Sono tre i monti abruzzesi visitati dal Papa. I primi due massicci sono stati visitati, sempre in gran segreto e la sala stampa del Vaticano non ha mai smentito o confermato " le fughe ". sui manti del nostro Abruzzo. Invece per la visita compiuta ad Gvrndoli il 17 febbraio il portavoce del Vaticano, Joaquin Navarro, ha confermato la notizia con questa breve dichiarazione ": "II Santo Padre ha trascorso la giornata di oggi (172-87), privatamente, ad Qvindoli )". Ma si potrebbe dire: e quattro. Durante una visita privata a Castel Gandolfo il Papa ha dichiarato al parroco di Massa d'Albe, Don Vincenzo Di Giovanbattista, (come gia riferito nel numero precedente della rivista) mentre gli donava un quadro del Velino " ma qui ci siamo stati " con alcuni seminaristi polacchi, quando era ancora cardinale, Karol Wojtyla ama i monti e la vita all'aperto, ma in questi ultimi tempi ha dimostrato una spiccata predilezione per l'Abruzzo, i monti che tanto somigliano a quelli della sua Cracovia. 
  
Propria l'anno scorso, nella prima settimana di agosto, si era recato a Rocca di Mezza ed ai Piani di Pezza per far visita agli scout dell'Agesci partecipanti alla route nazionale e da quell'ampia e stupenda conca il suo sguardo si era posato sulle vette circostanti. Martedi 17 febbraio il Santo Padre ha lasciato le stanze vaticane intorno alle ore 9,30 accompagnato dal suo segretario personale Stanislao Dziwsz, il cameriere Angelo Gugel, gli uomini della scorta e un maestra di sci della scuola di Cortina di Ampezza il Pontefice ha raggiunto, col gruppo, la stazione degli impianti della Valturvema a quota 1300 metri, ha appeso sulla giacca a vento color blu (poi a meta giornata ha indossato una giacca a vento rossa) la tessera giarnaliera, anche se la società gli aveva regalato una " tessera d'oro" per il libero accesso agli impianti. 
  
Come un qualsiasi sciatore si è portato a quota 1969 nelle piste della c Capanna Brin" ed a monte c Fredda " scendendo per le " Dolce vita ", incurante del nevischio e della pioggia che scendevano a tratti. 
Giovanni Paolo II ha sciato per circa sei, sette ore, quasi ininterrottamente con tutta tranquillità, anche perché nei giorni feriali gli impianti sciistici sono poco frequentati; ha fatto più sci da fondo che discese ripide, poi si e concesso un po' di riposo per consumare una colazione al sacco e per leggere il breviario. Le guardie del corpo non hanno perso di vistai neppure per un attimo l'illustre ospite dei campi della Magnola. Un servizio d'ardine ben organizzato e ben riuscito, una riservatezza mantenuta fino a dopo le ore 16, quando il Papa era sulla strada del ritorno in Vaticano, prima della chiusura degli impianti, senza andare oltre il normale orario di 'servizio dei dipendenti. Quando si e sparsa la notizia della presenza del Papa ad Ovindoli era ormai troppo tardi; il parroco ed il sindaco Pompili erano all'oscuro dell'improvvisa ed inaspettata visita, il vescovo dei Marsi Biagio Terrinoni ha appreso la notizia dagli organi di stampa in serata. 
  
L'amministratore unico della società Valturvema, geometra Rodolfo Boccato, ci ha dichiarato: sono stato avvisate della presenza del Papa e subito ho calzato gli sci e l'ho seguito, con molta discrezione, da vicino; sugli sci mi e sembrato molto sicuro di se, molto disinvolto, ho avuto l'impressione che da giovane sia stato un abile sciatore da dare filo da torcere a molti maestri di sci ". E Rocca di Mezzo, per non essere da meno di Ovindoli, ha invitato il Papa all'ottava marcia di sci del primo marzo, riservandagli il pettorale can su stampato il numero uno. Ma alla marcia dell'Altipiano delle Rocche, questa volta, non s'e visto. Quando il Pontefice lascia in gran segreto le mura vaticane preferisce un po' di solitudine per una passeggiata o una sciata a contatto can la natura che lo riporta c idealmente " a casa sua, si ritempra lo spirito per affrontare meglio i difficili compiti del sua apostolato. 
 
 
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